Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson 27/11/2021

Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson 27/11/2021

 Il Parkinson ai tempi della Pandemia

L’incontro si è svolto come definito nel volantino, salvo per l’impossibilità alla partecipazione della Fisioterapista Matilde D’Alessandro e della Musicoterapista Cristina Vieri per motivi di salute, e della soppressione della raccolta fondi.

Presentazione della nuova Presidente Valeria Randellini, subentrante ad Alba Nocentini che ha seguito l’evento in collegamento on line come una diecina di altri soci della Associazione.

Presenti all’evento in Sede APAR ad Arezzo una ventina di soci con familiari: le presenze, tutte su prenotazione per le problematiche relative al limite della capienza dovuto al covid, sono state tutte controllate per il possesso del Green Pass e il mantenimento di mascherine e di stanziamento.

Andrea Checcacci, responsabile della sezione APAR Valdarno, ha fatto da moderatore introducendo i vari interventi secondo la scaletta prefissata.

Dott. Piero Coleschi.

“La ricerca non si ferma: nuove Terapie”

In relazione al contesto pandemico è importante sottolineare che non ci sono evidenze di un nesso causale tra COVID e aumento di casi di M. di Parkinson.

E’ piuttosto il miglioramento dei mezzi per raggiungere anche zone “povere” del Mondo (Cina, Africa, Sud America) anche attraverso la Telemedicina che ha determinato una identificazione di moltissimi nuovi casi di M. di P.

Moltissimi sono attualmente i Trial Clinici (studi specifici su gruppi controllati di pazienti, in “doppio cieco”) per la ricerca farmacologia.

Si stanno studiando anche nuove forme di assunzione della L-Dopa: in formainalatoria, con pompa e gel o liquida in infusione o addirittura in “serbatoio dentale” che si scioglie con la saliva in modalità continua, ecc.

Altre tipologie di farmaci incidono invece su aspetti che condizionano l’autonomia come ad esempio il “freezing” che vengono quindi usati “al bisogno” per sbloccare quel fenomeno di blocco dei piedi a terra tipico del soggetto parkinsoniano.

Ma in futuro la terapia potrà essere personalizzata per gruppi di pazienti con Parkinson caratterizzato da alterazioni genetiche che rappresentano circa il 10%-15% dei pz con M. di P.

Si potrà dunque intervenire per ritardare o addirittura evitare l’insorgenza della malattia interevenendo sui tratti genetici ( Es: Anticorpi antimonoclonali che neutralizzerebbero la causa della “morte dei neuroni).

Dott.ssa Cinzia Viti

Fisioterapista

“Angel’s Wings per il Parkinson”

Inquadramento dei sintomi motori e non e delle posture “patologiche” condizionate dalla M. di P.

In particolare è stato preso in esame l’atteggiamento di flessione anteriore del capo e del tronco ( spesso associato anche ad un disassamento laterale del tronco) con braccia e ginocchia flesse.

Sono state descritte le forze muscolari agoniste ed antagoniste e lo squilibrio derivante dalla postura patologica in termini di “ fatica” nella deambulazione ed ortostatismo e del dolore muscolo-tendineo associato.

E’ stato descritto quindi  come l’uso di Angel’s Wings si sia   rivelato efficace sia in ambito sportivo che  con pazienti con M. di P. si tratta  di un dispositivo meccanico per un allenamento fisico che ha dato risultati di efficacia nelle prime sperimentazioni effettuate.

Obiettivo dell’allenamento con tale dispositivo ( da effettuare con un training definito per tempi e modalità) sarebbe quello di ri-distendere collo-spalle-dorso, riducendo la contrattura cronica e migliorando dunque la postura nella deambulazione. Tale beneficio permarrebbe per alcune settimane, con necessità ri ripetere il training.

Uno studio recente ( 2019) sui “cambiamenti funzionali a livello del SNC” su pazienti con M. di P. che hanno utilizzato A.W ( studio di osservazione durato 5 anni) suggerirebbe anche un miglioramento del “flusso ematico cerebrale” e dunque un incremento dei processi cognitivi.

Dott. Paolo Zolo

Neurologo

“Disabilità Motoria e Cognitiva nel Parkinson.”

Necessità di Raccomandazioni basate sull’evidenza in medicina da cui trarre Linee Guida di comportamento nella Riabilitazione anche nella M. di P.

Alcuni studi evidenziano correlazioni significative tra esercizio fisico ( il più vario, compreso il ballo, lo yoga, ecc) e il miglioramento nelle ADL primarie ( a breve termine ma non a lungo termine, il che suggerisce la necessità di mantenere l’allenamento)

Altri studi evidenziano l’efficacia della terapia riabilitativa sul modificare la velocità e la lunghezza del passo ma non il miglioramento dell’equilibriuo e la riduzione delle cadute.

Evidenza anche chella terapia riabilitativa logopedia sui disturbi della deglutizione , fonazione e comunicazione correlati alla M. si P. in particolare con metodi strutturati.

Un significativo miglioramento della pressione espiratoria massima e nella prosodia nelle attività di “canto corale”.

Non ci sono prove di efficacia ma solo opinioni favorevoli sulla influenza della Terapia Occupazionale sulla M. di P.

Dott.ssa Maria Assunta Saieva

Logopedista

“Sostegno alla interazione di gruppo, attraverso attività logopediche di tipo ecologico”

L’associazione Logopedisti Olandesi ha promosso un lavoro multidisciplinare che ha portato alla stesura di Linee Guida logopediche per la M. di P., poi  revisionate in italiano dalla FLI nel 2010.

Gli ambiti di intervento della logopedista col paziente con M. di P. sono:

  • Le difficoltà comunicativo-linguistiche: disartria ipocinetica (perdita della intelligibilità dell’eloquio) e disfonia; perdita delle intonazioni prosodiche con alterazione del ritmo e delle pause; e infine  l’ influenza dei disturbi cognitivi nelle abilità comunicative
  • Le difficoltà nella funzione deglutitoria: dalla fase orale   (lenta masticazione) ai successivi passaggi del bolo in faringe, con rischi di penetrazione e/o aspirazione (ab ingestis);  difficoltà nel controllo della salivazione come ridotta attività deglutitoria ( scialorrea).

Dalle linee guida di cui sopra viene segnalata l’importanza della terapia di gruppo che apporterebbe benefici aggiuntivi al trattamento individuale, legati all’ applicazione-allenamento  in situazioni reali  di comunicazione-conversazione dei nuovi comportamenti imparati.

In questo ambito, durante gli incontri di logopedia,   ho  proposto anche  “prove di recitazione su testi teatrali” come attività di tipo ecologico

Sono stati inoltre proposti questionari mirati alla identificazione e carico del disagio relazionale delle disabilità, per partire dalla consapevolezza delle proprie difficoltà, con la finalità di poterle gestire e non di esserne dominati.

Inoltre le attività di logopedia sono state indirizzate al raggiungimento di un progetto comune, frutto di esercitazioni fatte in parte in presenza e in parte condotte a casa dagli utenti fino alla pubblicazione di un fascicoletto:”Quando la terapia diventa opera”, raccolta di racconti strutturati secondo le mnemotecniche apprese.

Dott. Emiliano Ceccherini (1) Direttore U.O.P.Riabilitazione Funzionale Arezzo TSE

E

Dott.ssa Patrizia De Palma (2) Fisioterapista

“La prescrizione dell’esercizio fisico: nuove procedure di accesso al perorso AFA”

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Riconoscendo quanto le Associazioni di volontariato, durante l’ulteriore isolamento determinato dalla pandemia, si siano rivelate cruciali per far rete con il complesso sistema sanitario e assistenziale, abbiamo appreso con soddisfazione che l’APAR ha risposto a questa esigenza mantenendo i contatti con gli utenti anche attraverso collegamenti on line.

Il soggetto parkinsoniano è generalmente caratterizzato da “sarcopenia” (perdita di trofismo muscolare), alterata flessibilità articolare, osteoporosi e ridotta funzionalità cardiovascolare.

Da tutto ciò deriva una “menomazione” ( limitazione della funzionalità) caratterizzante la disabilità: ridotta capacità di svolgere le ADL con conseguente  riduzione delle interazioni sociali.

Uno degli interventi per limitare le problematiche di quanto sopra è la risposta data dalla istituzione dell’AFA.

Si distinguono tre categorie di Attività Fisica Adattata (AFA) in cui vengono distribuiti i soggetti per diverso  livello di autonomia :

  • AFA A : buona autonomia funzionale; attività per il  mantenimento
  • AFA B: OTAGO autonomia funzionale conservata, ma con rischio cadute
  • AFA C: ridotta competenza funzionale

Vengono riportati diversi trial clinici sulla efficacia dell’esercizio fisico su vari aspetti ( lunghezza e velocità del passo, l’attività cardiovascolare, ecc.) ed anche sulla depressione e sulle funzioni cognitive e dunque sulla qualità della vita.

(2)

In Italia si riscontra la più alta età media rispetto ai paesi Europei, ma se si considerano quanti anni . di questi, si vivono in buona salute, è la Svezia che ha il primato. Dunque in Italia si vive sì di più ma non in buona salute soprattutto per la terza parte dell’arco vitale. Le cause? La sedentarietà è il primo fattore negativo, dunque in questo quadro si inseriscono le Linee Guida dell’OMS che dà l’indicazione a fare Attività Fisica moderata agli adulti (>65 anni)  e anche attività per l’equilibrio e prevenzione cadute ( in modo sistematico per intensità e frequenza settimanale).

Per Delibera Regionale è stato nominato un Referente Aziendale per l’AFA e le attività sono definite da un regolamento con Modulistica ad hoc, modificata recentemente.

Per l’accesso dell’utenza è il Medico di M. G. o lo specialista del settore che compila il modulo per l’invio alla Valutazione che verrà fatta dal Fisioterapista referente della USL secondo schede di valutazione definite.

L’AFA viene poi effettuata in strutture extraospedaliere individuate come idonee e i corsi,( impostati su  programmi definiti), vengono condotti da FT e/o laureati in Scienze Motorie.

 Sito web della USL per le attività AFA

 

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